I fatti riportati
Domenica 18 ottobre 2026, dal pomeriggio alla sera, gruppi di giovani hanno nuovamente danneggiato e saccheggiato esercizi nel centro di Milano. Gli episodi fra piazza Duomo, via Torino e le altre zone raggiunte dai gruppi sono successivi agli scontri del 17 ottobre già raccontati nell’archivio: questa notizia riguarda la seconda giornata, non ripropone il corteo di sabato.
RaiNews documenta l’assalto al Carrefour di via Torino, merce portata fuori e distruzione di arredi dei locali. La cronaca di Sky segue poi gli spostamenti verso altre aree centrali e riferisce nuove vetrine infrante. Non tutti i danni osservati in città appartengono però alla stessa giornata.
Il servizio Reuters di Sara Rossi, aggiornato alle 17:33 UTC, cioè alle 19:33 italiane, conferma autonomamente i nuovi scontri, i danneggiamenti e l’impiego di idranti e lacrimogeni. Le fotografie hanno didascalie riferite a Milano e al 18 ottobre. Sono disponibili su licenza, perciò non vengono riprodotte.
Nell’aggiornamento delle 23:30 Sky riferisce oltre 200 persone accompagnate in Questura, in gran parte minorenni. Nel corso del pomeriggio circolavano conteggi inferiori. Si tratta di bilanci provvisori: l’accompagnamento per identificazione non dimostra un reato, né equivale a un arresto o a una condanna.
Nell’intervista originale a Sky delle 10:46, riferita agli scontri del giorno precedente, Giuseppe Sala condanna le violenze e giudica insufficienti le forze schierate. Alle 17:46, mentre avvengono i nuovi saccheggi, ribadisce una «condanna totale», precisa che la richiesta di più polizia nasce dalla conoscenza della città e annuncia istruzioni alla Polizia locale perché sostenga gli altri corpi.
Matteo Piantedosi replica, in un messaggio su X riportato da Sky, che discutere il numero degli agenti non deve spostare l’attenzione dagli autori delle violenze. Usa l’espressione «radical chic» contro il sindaco, ma afferma anche che l’adeguatezza dei dispositivi viene valutata dopo gli eventi. Sala respinge la lettura della sua richiesta come attacco agli agenti.
ANSA, nel servizio di Paolo Cappelleri delle 22:09, riferisce la convocazione da parte di Meloni di un vertice sull’ordine pubblico per lunedì 19 ottobre. Le ipotesi di nuove misure, anche sui minorenni, restano proposte: l’annuncio della riunione non è l’approvazione di un decreto.
Cosa serve sapere
Il confronto fra fonti non consiste nel contare quante testate riprendono una nota. Qui il riscontro comprende il reportage Reuters e la sua documentazione fotografica, la cronaca Rai e l’intervista diretta di Sky al sindaco. I numeri delle identificazioni restano invece aggiornamenti da verificare nel bilancio finale.
I dati sugli arresti di sabato nelle diverse città non vanno sommati alle persone accompagnate domenica negli uffici milanesi. Anche il costo dei danni richiede inventari separati per data, proprietà e interventi: una stima diffusa dopo il 17 ottobre non misura automaticamente anche le perdite del 18.
Le responsabilità per saccheggi e aggressioni devono essere attribuite alle singole persone. La presenza di minorenni e il numero degli identificati non autorizzano a considerare colpevoli tutti i presenti. Le fonti utilizzate non dimostrano che un partito abbia ordinato o diretto gli attacchi.
Il punto di Willyebbasta
Una seconda giornata di negozi assaltati rende insufficiente la gara delle dichiarazioni. Chi lavora dietro quelle vetrine non deve diventare il bersaglio su cui scaricare la rabbia per il carovita. Rubare merce e distruggere arredi aggiunge costi a chi già li sopporta: non rende più forte una rivendicazione sociale.
Sala ha condannato gli attacchi: sostenere il contrario sarebbe falso. Ma al sindaco si può chiedere più di una richiesta di rinforzi: un quadro dei danni comunali, interventi di ripristino, assistenza agli esercenti e un resoconto del contributo della Polizia locale. Promettere attenzione ai rimborsi serve se poi si chiariscono strumenti, beneficiari e tempi.
Piantedosi ha ragione a tenere ferma la responsabilità di chi colpisce, ma l’etichetta rivolta a Sala non dimostra che la prevenzione fosse adeguata. La verifica dei dispositivi, che il ministro stesso richiama, dovrebbe produrre conclusioni controllabili. Chiedere come si proteggerà la città non assolve chi la devasta; condannare chi la devasta non esonera le istituzioni dal rendere conto delle proprie scelte.
Cosa resta da chiarire
Restano da conoscere il bilancio definitivo delle identificazioni, le denunce, gli eventuali arresti e le decisioni dei giudici; il costo distinto dei danni del 17 e del 18 ottobre; la sequenza degli interventi e gli esiti della verifica sui presidi. Dal vertice del 19 ottobre si attendono decisioni effettive, con testi e coperture, non misure considerate già in vigore.
Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026 alle ore 00:10.

