I fatti riportati
Il 18 ottobre 2026 ANSA ha dato notizia dell’annullamento, da parte della prima sezione del Tar del Lazio, del decreto ministeriale del 17 febbraio 2026 che autorizzava l’estradizione negli Stati Uniti di Roman Yuryevich Khlynovskiy. Il ricorso dei difensori Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone è stato accolto parzialmente.
La ragione indicata dall’agenzia è una carenza istruttoria sulla disponibilità dell’interessato a collaborare con le istituzioni italiane in materia di sicurezza informatica. L’annullamento riguarda il provvedimento amministrativo: non viene presentato come un accertamento di innocenza rispetto alle accuse americane.
La cronaca di Alessia Candito su Repubblica, pubblicata il 18 ottobre alle 14:28, riferisce che per i giudici il ministero avrebbe dovuto coinvolgere l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e il Dis. Il Corriere conferma l’annullamento e la necessità di rinnovare l’istruttoria.
La posizione del ministero è consultabile direttamente nell’Allegato B della Camera del 10 settembre, in risposta all’interrogazione 4-08189. Nordio sostiene che la proposta fosse generica, senza informazioni concrete valutabili, e che gli obblighi del trattato non consentissero di considerarla motivo di rifiuto. Per queste ragioni, spiega, non erano state attivate consultazioni con gli organismi di sicurezza e cybersicurezza.
Il documento parlamentare conferma la cittadinanza kazaka e ricostruisce l’arresto del 30 luglio 2025 su richiesta statunitense, per ipotesi di criminalità informatica, estorsione, furto d’identità e riciclaggio. Sono accuse, non condanne riportate in questo articolo.
QN, nel servizio del 19 ottobre, attribuisce al difensore la notizia che Khlynovskiy sia tornato in libertà sabato 17, già riferita da ANSA il 18. Non è stato consultato il relativo provvedimento. Il 18 è la data della diffusione della notizia sull’annullamento, non una data di deposito della sentenza verificata autonomamente.
Cosa serve sapere
Il punto di contrasto è preciso: il ministero ha considerato la collaborazione prospettata estranea ai motivi che avrebbero potuto impedire la consegna; le cronache giudiziarie riferiscono invece la necessità di approfondirne l’utilità con gli organismi competenti. Senza il testo integrale della sentenza non si estende questa ricostruzione ad altre estradizioni.
La risposta ministeriale precede di oltre un mese la notizia del Tar e viene utilizzata come documento di contesto, non come replica nuova alla decisione. Non è stata reperita nelle fonti consultate una successiva risposta del ministero all’annullamento.
Il confronto comprende cronache firmate e l’atto parlamentare originale. QN e ANSA concordano sulla libertà dal 17 ottobre, ma questa concordanza non sostituisce la lettura dell’atto cautelare. Restano distinti il controllo sul decreto italiano e l’accertamento delle responsabilità per i reati contestati negli Stati Uniti.
Il punto di Willyebbasta
La sicurezza nazionale non si tutela con una formula buona per chiudere una pratica. Se un’offerta di collaborazione viene ritenuta inconsistente, la decisione deve poggiare su verifiche e motivazioni capaci di reggere al controllo del giudice. Il richiamo agli obblighi internazionali merita rispetto, ma non rende irrilevante la qualità dell’istruttoria.
Vale anche il contrario: promettere competenze utili allo Stato non deve diventare un lasciapassare per sottrarsi alle accuse. Quanto viene offerto va verificato, non celebrato sulla parola. La tutela delle infrastrutture e dei dati delle persone non può trasformarsi nella trattativa mediatica su quanto sia indispensabile un singolo informatico.
Al ministero spetta spiegare quali passi seguiranno; a chi presenta questa decisione come una vittoria definitiva spetta non confondere i piani. Un decreto annullato richiede risposte amministrative puntuali. Non autorizza né ad assolvere l’interessato sui giornali né a dichiarare già concluso il contenzioso.
Cosa resta da chiarire
Restano da acquisire il testo integrale e la data di deposito della sentenza, il provvedimento sulla libertà e le eventuali prescrizioni. Vanno verificati un possibile nuovo esame ministeriale, eventuali impugnazioni e l’evoluzione della richiesta americana. Non vengono anticipati né una nuova estradizione né un suo definitivo impedimento.
Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026 alle ore 09:41.

