I fatti riportati
Lunedì 28 settembre 2026 il Consiglio comunale di Brescia ha revocato la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini. La mozione è stata approvata con 17 voti favorevoli, nove astensioni e nessun voto contrario. Le cronache locali concordano sul fatto che i sì siano arrivati dalla maggioranza di centrosinistra e le astensioni dal centrodestra.
L'onorificenza risaliva al 24 maggio 1924. Non era stata deliberata da un Consiglio comunale eletto, ma dal commissario prefettizio Antonio Zanon con la deliberazione n. 30, dopo lo scioglimento degli organi democraticamente eletti. Gli uffici comunali, secondo il resoconto del Corriere della Sera, avevano verificato che l'atto non fosse mai stato formalmente abrogato.
La mozione era stata depositata il 28 ottobre 2024 dal consigliere del Partito Democratico Andrea Curcio ed è arrivata al voto dopo quasi due anni. Il testo, riportato dalla stampa locale, precisava che revocare l'onorificenza non significava cancellare o riscrivere la storia, ma negare che Mussolini potesse continuare a figurare tra le persone considerate meritevoli di aver dato lustro alla città.
Il centrodestra ha presentato due emendamenti. Il primo aggiungeva l'Unione europea tra i riferimenti; il secondo richiamava la risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sulla memoria europea e la condanna dei regimi totalitari nazisti e comunisti. Il Giornale di Brescia riporta per gli emendamenti nove voti favorevoli e sedici contrari. Il Corriere precisa che avevano ricevuto parere tecnico favorevole: ciò attestava l'ammissibilità tecnica, non un obbligo politico ad approvarli.
Esponenti del centrodestra hanno dichiarato che avrebbero votato la revoca se gli emendamenti fossero stati accolti. Dal centrosinistra è arrivata la replica che il richiamo al comunismo fosse estraneo all'oggetto della mozione e producesse un'equiparazione impropria con il ruolo svolto dal Partito comunista italiano nella Resistenza, nella Costituente e nella vita repubblicana. Al voto finale nessun consigliere ha scelto di mantenere esplicitamente l'onorificenza, ma non si è formata l'unanimità sulla sua revoca.
Cosa serve sapere
La data dell'atto e quella della notizia vanno separate: la cittadinanza onoraria fu concessa il 24 maggio 1924; la mozione per revocarla fu depositata il 28 ottobre 2024; il voto si è svolto il 28 settembre 2026 intorno alle 15; questo articolo è pubblicato il 29 settembre, dopo il resoconto della seduta diffuso dalle testate locali.
La risoluzione P9_TA(2019)0021 del Parlamento europeo, approvata il 19 settembre 2019, riguarda l'importanza della memoria europea. Il testo ricorda le vittime dei regimi totalitari comunisti e nazista e condanna la diffusione delle ideologie totalitarie. Richiamarla in una mozione comunale sarebbe stata una scelta politica aggiuntiva: la risoluzione non imponeva al Consiglio di Brescia di inserirla nell'atto sulla cittadinanza onoraria.
Il conferimento del 1924 si collocava in una campagna più ampia che coinvolse numerosi Comuni italiani. Brescia ha poi ricevuto, nel 1952, la medaglia d'argento al valor militare per la lotta di Liberazione. La revoca non modifica né cancella i documenti storici: elimina un riconoscimento onorifico che, secondo gli uffici citati dalla stampa, risultava ancora formalmente valido.
Il precedente provinciale più noto è Salò, che il 26 febbraio 2025 aveva già revocato l'onorificenza concessa nel 1924. Le cronache elencano altri Comuni bresciani che hanno assunto decisioni analoghe negli ultimi anni: il voto di Brescia appartiene quindi a una sequenza territoriale, ma conserva un significato proprio per il ruolo del capoluogo e per la divisione emersa sugli emendamenti.
Le fotografie pubblicate dalle testate non offrivano insieme una verifica sufficiente della seduta e un diritto di riuso chiaro. Un'immagine indicata come Creative Commons nella pagina di una testata, verificata nel file originale, mostrava il ritratto di un consigliere e non il voto: non è stata usata. La copertina è una ricostruzione originale ed etichettata, ambientata in un'aula immaginaria e priva di documenti reali.
Il punto di Willyebbasta
Togliere a Mussolini un'onorificenza ancora formalmente attiva è una scelta tardiva ma corretta. Non cancella la storia: evita che un Comune democratico continui a tributare un segno d'onore al capo di una dittatura. Su questo il Consiglio avrebbe potuto parlare con una sola voce, e il fatto che nessuno abbia votato contro dimostra che la base comune esisteva.
Il centrosinistra, però, ha sprecato l'occasione di rendere quella base più larga. Condannare i regimi comunisti totalitari non riabilita il fascismo e non cancella il contributo dato da comunisti italiani alla Resistenza e alla Costituzione. Sono affermazioni compatibili. Respingere un richiamo alla risoluzione europea solo perché l'opposizione lo ha presentato alimenta il sospetto di una memoria a geometria variabile.
Il centrodestra non esce senza responsabilità. La mozione era pubblica da quasi due anni, mentre gli emendamenti sono arrivati alla vigilia del voto secondo il resoconto d'aula. Se l'obiettivo era costruire un testo condiviso, c'era tempo per negoziarlo; scegliere l'astensione davanti alla revoca, pur dichiarandosi favorevoli nel merito, ha trasformato una condanna storica in una prova tattica fra schieramenti.
La lezione non è che i simboli siano inutili. È che valgono soltanto quando il criterio resta coerente: nessuna onorificenza ai dittatori, nessuna indulgenza verso i totalitarismi, nessuna contabilità di parte sulle vittime. Brescia ha corretto un atto del 1924, ma la politica del 2026 ha mostrato ancora quanto fatichi a pronunciare insieme una condanna semplice e completa.
Cosa resta da chiarire
Restano da pubblicare o rendere facilmente reperibili nell'albo comunale il testo definitivo della deliberazione, i due emendamenti nella loro formulazione integrale, il verbale nominativo delle votazioni e il resoconto ufficiale della seduta. Questi atti permetteranno di verificare senza mediazioni le parole esatte aggiunte o respinte e l'elenco dei presenti. I dati sul voto qui riportati coincidono nei resoconti di RaiNews, Corriere della Sera e Giornale di Brescia; le valutazioni sulle scelte dei due schieramenti appartengono invece al commento editoriale.
Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026 alle ore 15:11.

