I fatti riportati
Il 19 ottobre 2026, alle 12:57, la Camera ha aperto la discussione generale sulla proposta C. 2124-A, a prima firma Igor Iezzi, che modifica la legge sulla cittadinanza. Lo documenta il resoconto ufficiale della seduta 728. Il seguito compare anche nel programma dei lavori pubblicato dalla Camera il 20 ottobre.
La relazione depositata da Simona Bordonali distingue gli ostacoli all’acquisto dello status dalle ipotesi di revoca. Per gli stranieri nati in Italia, il testo discusso introduce condanne ostative; per alcune fattispecie in materia di droga o aggravate dall’odio, conta una pena inflitta superiore a tre anni. Sono previste anche sospensioni in presenza di determinati procedimenti e la cessazione degli effetti preclusivi con la riabilitazione.
Bordonali, relatrice della Lega, nell’intervista a Radio Radicale registrata a Roma il 19 ottobre alle 15:47, sostiene che diventare italiani debba essere l’esito di un percorso di integrazione comprensivo del rispetto dei doveri. Sulle revoche difende l’ampliamento di un istituto già presente nell’ordinamento.
Nell’intervista separata delle 15:48, Federico Fornaro, deputato del Pd, contesta soprattutto la diversa conseguenza che lo stesso reato potrebbe avere per chi è italiano dalla nascita e per chi lo è diventato. Richiama il principio di uguaglianza. Riconosce la necessità di reprimere i reati, ma chiede anche prevenzione e integrazione: non sostiene che le condotte criminali vadano tollerate.
Cosa serve sapere
Acquisto e revoca non sono sinonimi: nel primo caso si discute delle condizioni per diventare cittadini; nel secondo della perdita di uno status già ottenuto. Per l’ampliamento delle revoche, la relazione parlamentare fa riferimento a condanne definitive. Non equivale a togliere la cittadinanza a chi venga semplicemente accusato o partecipi a una manifestazione.
Questo articolo ricostruisce il confronto del 19 ottobre e il quadro dei lavori consultato il 20. Non certifica un voto finale o l’entrata in vigore della riforma. Le interviste sono testimonianze dirette delle posizioni dei due deputati, non decisioni della Corte costituzionale sulla proposta.
Il punto di Willyebbasta
Il rispetto delle regole non può diventare un dettaglio trascurabile quando si discute di cittadinanza. Pretendere responsabilità personali per reati gravi non significa attribuire una colpa collettiva agli stranieri. Proprio per questo, la discussione va tenuta sulle condotte accertate e sulle conseguenze previste, senza scorciatoie basate sulle origini.
La critica di Fornaro convince meno quando presenta l’impianto come una sostituzione dell’integrazione con la repressione: le due esigenze non si escludono, come lui stesso riconosce parlando dei reati. Al Pd si può chiedere una risposta anche sul peso della responsabilità individuale nell’acquisto dello status, non soltanto una denuncia dell’impostazione della maggioranza.
Il rilievo sull’uguaglianza, invece, non va liquidato con uno slogan. Alla Lega spetta spiegare perché ciascuna nuova differenza di trattamento sia proporzionata e giustificata. Che la revoca esista già non dimostra, da solo, che ogni sua estensione sia adeguata. Una legge seria deve reggere nelle sue disposizioni, non soltanto nei titoli della conferenza stampa.
Cosa resta da chiarire
Restano da verificare gli emendamenti effettivamente approvati, il testo risultante dai voti e il prosieguo dell’iter. Non vengono anticipati effetti su persone coinvolte nei recenti disordini. Per ogni singolo caso servono accertamenti individuali; nessuna cittadinanza viene dedotta da nomi, aspetto o immagini di piazza.
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026 alle ore 15:54.

