I fatti riportati
Il 20 ottobre 2026 l’INPS conferma che il servizio per chiedere il nuovo Bonus mamme è online. La pagina istituzionale, pubblicata il 19 e aggiornata il 20 ottobre, rinvia al messaggio n. 3343 del 20. Informazione Fiscale riferisce anche segnalazioni di utenti che nelle ultime ore avevano già inviato la richiesta: sono riscontri riportati dalla testata, non una nostra prova nell’area personale.
Il beneficio vale 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, di lavoro con i requisiti richiesti, fino a dodici mensilità: 720 euro è quindi il massimo annuo, non una somma uguale per tutte. L’analisi di Altroconsumo del 16 ottobre distingue questo contributo dalla decontribuzione in busta paga e ricorda che serve una domanda.
Per le lavoratrici con due figli il limite riguarda il mese del decimo compleanno del più piccolo; con almeno tre figli, quello del diciottesimo. Il reddito da lavoro del 2026 non deve superare 40.000 euro: non è una soglia ISEE. La platea comprende dipendenti pubbliche e private e autonome iscritte alla previdenza obbligatoria, incluse Casse professionali e Gestione Separata; il lavoro domestico è escluso.
Con almeno tre figli non spetta il contributo per i mesi coperti da un rapporto a tempo indeterminato: può applicarsi, se ne ricorrono i requisiti, il diverso esonero dei contributi IVS. Con due figli il tempo indeterminato non esclude il bonus. È una distinzione determinante, non un dettaglio della compilazione.
La scadenza ordinaria è il 31 dicembre 2026; chi perfeziona il requisito in dicembre può presentare domanda entro il 31 gennaio 2027. Il pagamento delle mensilità spettanti è previsto in un’unica soluzione a dicembre. Si può utilizzare il servizio INPS con la propria identità digitale oppure rivolgersi a patronati e Contact Center. Presentazione, accoglimento e pagamento restano passaggi diversi.
Cosa serve sapere
La novità del 20 ottobre è l’operatività della domanda, non l’approvazione di una legge oggi. Le istruzioni risalgono alla circolare INPS n. 106 del 16 ottobre. L’approfondimento di Altroconsumo dello stesso giorno descriveva ancora l’apertura come da annunciare: viene usato qui per i requisiti, non per negare l’aggiornamento odierno.
Il canale ufficiale resta il sito INPS. Non sono necessari intermediari commerciali per accedere alla procedura. Le particolarità della singola posizione lavorativa vanno verificate con l’Istituto o un patronato, senza affidarsi soltanto all’importo scritto in un titolo.
Il punto di Willyebbasta
Un aiuto economico è utile, ma raccontarlo bene significa spiegare anche chi resta fuori e perché. Dire soltanto «720 euro alle mamme» cancella mesi ammessi, limiti e differenze contrattuali. E chiamare mensile il criterio di calcolo non deve far immaginare dodici bonifici.
Alla politica spetta rispondere della struttura della misura; all’INPS, di accesso, istruttorie e comunicazioni comprensibili. Il risultato da misurare ora è concreto: domande gestite, motivazioni delle esclusioni e tempi effettivi di accredito. L’apertura del portale è un passaggio verificabile, non ancora il denaro arrivato alle famiglie.
Cosa resta da chiarire
Non sono disponibili nelle fonti consultate dati verificati su domande accolte, respinte o somme già pagate. Il calendario annunciato non certifica l’accredito di ogni singola pratica. L’eventuale diritto individuale dipende dai requisiti e dall’istruttoria INPS.
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026 alle ore 18:11.

